![]() |
| Un assembramento da Paradiso |
Per il tifoso, la partita di pallone, è un assembramento da paradiso.
La libertà al tifo collettivo si è interrotta con il diffondersi del virus, quando ritornerà il paradiso del tifoso allo stadio?
Non sempre il silenzio è d'oro a volte è il preludio della paura che entra in campo con il divieto agli assembramenti.
No teatri, ristoranti, partite, crociere, viaggi aerei, matrimoni, balli e feste.
Un paradiso perduto.
Per colpa di chi?
Del coronavirus Covid 19.
Tutti ci chiediamo: quando rientreremo nel paradiso?
Moltissimi sono speranzosi e hanno fede che avverrà presto.
Alcuni hanno dubbi.
Pochissimi sono convinti che dopo questa grande tribolazione, comincerà un paradiso
"il frutto della vera giustizia sarà quiete e sicurezza durevoli. Il mio popolo vivrà in una dimora pacifica, in abitazioni sicure e luoghi tranquilli" Isaia 32:17
Rimaniamo calmi, sereni, pacifici, l'epidemia finirà, come finiranno tutti gli altri guai.
Ma ora è il tempo della fermezza, dimostrare la nostra convinzione che ci sarà un futuro migliore, resistere alle difficoltà. Mantenere la calma e la fiducia lo fecero in molti, i campioni furono Abramo e Gesù stessi.
I grandi personaggi hanno resistito e sopportato le sofferenze fino alla fine.
Il primo, in modo teatrale, ma con sentimenti veri, fu Abramo: messo di fronte a una dura prova col coltello in mano e il figlio legato, fermo e convinto di dover eseguire la richiesta dello scannamento, si fermò solo all’alt dell’angelo:
"Quindi Abramo stese la mano e prese il coltello per uccidere suo figlio...Allora l’angelo gli disse: “Non fare del male al ragazzo, non fargli niente! Ora infatti so per certo che temi Dio, perché non ti sei rifiutato di darmi tuo figlio, l’unico che hai" Genesi 22:10
Forse nei ragionamenti che si faceva Abramo, c’era il fatto che lui aveva un altro figlio che aveva cacciato via, Ismaele, ed era di fatto il primogenito, che, come disposizione, doveva ricevere la sua eredità materiale e spirituale, e poteva pensare, che anche se sarebbe stato crudele, forse per Dio era un atto di giustizia.
Ancora meglio fece Gesù, che sostituì il sacrificio di Isacco, col suo personale sacrificio che portò a termine nei panni di un uomo sofferente, allo scopo di convincere noi della sua lealtà permanente, come leggiamo:
"Verso la nona ora Gesù gridò a gran voce: “Eli, Eli, Lama sabactanì?”, ovvero: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Matteo 27:46
Geova e Gesù fecero questo per noi, per assicurarci che ci sarà un paradiso migliore. Un nuovo mondo dove non ci sarà nessuna malattia perché il corpo perfetto sarà dotato di anticorpi resistenti ad ogni tipo di virus.
"E nessun abitante dirà: “Sono malato”. Al popolo che dimora nel paese sarà perdonato il suo peccato." Isaia 33:24
Ora ditemi se questo non è altruista, ragionevole e amorevole?
En.. di Ab….
